Zucchero e Tumori: Sono Correlati?

Lo zucchero è capace di alimentare direttamente i tumori, aumentandone la crescita? La risposta sembra essere “Sì”, secondo uno studio in vivo condotto da ricercatori del Baylor College of Medicine e Weill Cornell Medicine. Il loro studio, pubblicato su Science, ha mostrato che consumare una quantità giornaliera modesta di sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio – l’equivalente di bere circa 350ml di una bevanda zuccherata al giorno, tipo Coca-Cola e simili – accelera la crescita dei tumori intestinali nei modelli murini della malattia, indipendentemente dall’obesità. Il team ha anche scoperto il meccanismo attraverso il quale il consumo di bevande zuccherate può alimentare direttamente la crescita del cancro, suggerendo potenziali nuove strategie terapeutiche.

“Un numero crescente di studi osservazionali ha aumentato la consapevolezza dell’associazione tra consumo di bevande zuccherate, obesità e rischio di cancro del colon-retto”, ha detto l’autore co-corrispondente Dr. Jihye Yun, assistente professore di genetica molecolare e umana presso Baylor. “Il pensiero attuale è che lo zucchero sia dannoso per la nostra salute, soprattutto perché consumarne troppo può portare all’obesità. Noi sappiamo che l’obesità aumenta il rischio di molti tipi di cancro compreso il cancro del colon-retto, tuttavia, eravamo incerti se esistesse un legame più diretto e causale tra consumo di zuccheri e cancro, quindi ho deciso di affrontare questa importante domanda quando ero un postdottorando nel laboratorio del Dr. Lewis Cantley del Weill Cornell Medicine”.

In primo luogo, Yun e i suoi colleghi hanno generato un modello murino di cancro al colon in stadio iniziale in cui il gene APC veniva eliminato. “APC è un gatekeeper nel carcinoma del colon-retto: eliminare questa proteina è come rimuovere i freni di un’auto, senza di esso le normali cellule intestinali non smettono nè di crescere e nè muoiono, formando tumori allo stadio iniziale chiamati polipi. Più del 90% dei pazienti con cancro del colon-retto presenta questo tipo di mutazione APC “, ha detto Yun.

Utilizzando questo modello murino della malattia, il team ha testato l’effetto del consumo di acqua addolcita con zucchero sullo sviluppo del tumore. L’acqua addolcita era uno sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio del 25%, che è il principale dolcificante delle bevande zuccherate e non solo, consumate dalle persone. Lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio è costituito da glucosio e fruttosio con un rapporto di 45:55.

Quando i ricercatori hanno fornito la bevanda zuccherata nel contenitore dell’acqua per i topi con modello APC, da bere a loro piacimento, i topi hanno rapidamente guadagnato peso in un mese. Per evitare che i topi diventassero obesi e imitassero il consumo quotidiano di una lattina di soda, i ricercatori hanno somministrato ai topi una quantità modesta di acqua zuccherata per via orale con una siringa speciale una volta al giorno. Dopo due mesi, i topi di modello APC che avevano ricevuto l’acqua zuccherata non sono diventati obesi, ma hanno sviluppato tumori più grandi e più gravi rispetto a quelli di topi analoghi trattati con acqua normale.

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Le bevande dolcificate e i dolciumi contenenti una miscela di glucosio (Glu) e fruttosio (Fru), fluiscono attraverso il tratto gastrointestinale dopo il consumo. Goncalves et al. mostrano che Glu e Fru sono direttamente assorbiti dai tumori intestinali e il dosaggio giornaliero degli alimenti in questione accelera la crescita del tumore. Questo effetto di promozione della crescita dipende dall’enzima chetohexokinase (KHK), che produce fruttosio 1-fosfato (F1P) da Fru, e provoca l’esaurimento di adenosina trifosfato (ATP). Entrambi questi cambiamenti metabolici promuovono la conversione di Glu ai mattoni necessari per la crescita del tumore. (immagine: Vincent Dittmer)

 

“Questi risultati suggeriscono che quando gli animali hanno uno stadio precoce di tumori nell’intestino – che può verificarsi in molti giovani adulti per caso e senza preavviso – il consumo di quantità anche modeste di sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio in forma liquida può aumentare la crescita e la progressione del tumore indipendentemente dall’obesità“, ha detto Yun. “Sono necessarie ulteriori ricerche per riportare queste scoperte alle persone, tuttavia, i nostri risultati in modelli animali suggeriscono che il consumo cronico di bevande zuccherate può ridurre il tempo necessario allo sviluppo del cancro. Negli esseri umani, in genere occorrono dai 20 ai 30 anni perchè il cancro del colon-retto si trasformi dai primi tumori benigni a quelli aggressivi. “

 

“Questa osservazione in modelli animali potrebbe spiegare perché l’aumento del consumo di bevande dolci e altri alimenti con alto contenuto di zuccheri negli ultimi 30 anni è correlato con un aumento dei tumori del colon-retto nei 25-50 anni negli Stati Uniti”, ha detto Cantley , autore co-corrispondente, ex mentore di Yun e professore di biologia del cancro in medicina e direttore del Sandra & Edward Meyer Cancer Center di Weill Cornell Medicine.

“Questo studio ha rivelato il sorprendente risultato che i tumori del colon-retto utilizzano lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, l’ingrediente principale nella maggior parte delle bevande zuccherate e molti altri alimenti trasformati, come combustibile per aumentare la velocità di crescita del tumore“, ha detto Cantley. “Mentre molti altri studi hanno correlato un aumento della frequenza di cancro del colon-retto con la dieta sbagliata in genere, questo studio mostra un meccanismo molecolare diretto per la correlazione tra il consumo di zucchero e il cancro del colon-retto”.
Mentre sono necessari ulteriori studi sull’uomo, Yun e colleghi sperano che questa ricerca contribuirà a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze potenzialmente dannose del consumo di alimenti contenenti sciroppo di glucosio-fruttosio come le bevande zuccherate e molti alimenti dolci confezionati sulla salute umana, e sperano di contribuire con i loro sudi a ridurre il rischio e la mortalità del cancro del colon-retto in tutto il mondo.

 

Per approfondire:

http://science.sciencemag.org/content/363/6433/1345

https://www.medicalnewstoday.com/articles/320156.php

FRAMES N DOORS

Lo strano harem di Pickering e altre stelle

«La più sublime, la più nobile tra le Fisiche scienze ella è senza dubbio l’Astronomia. L’uomo s’innalza per mezzo di essa come al di sopra di se medesimo. E giunge a conoscere la causa dei fenomeni più straordinari. Una così utile scienza dopo essere stata per molto tempo soggetta alle tenebre dell’errore ed alle folle degli antichi filosofi, venne finalmente ne’ posteriori secoli illustrata a segno, che meritatamente può dirsi poche esser quelle scienze, che ad un tal grado di perfezione sieno ancor giunte». Era un giovane Leopardi che già quindicenne studiava le vite di chi, secoli prima, aveva osservato le stelle. Quante volte avrà tenuto il naso all’insù? Come Ipazia (370-414 d.C.) che il poeta di Recanati appunta nella sua lunga lista di astronomi. Una studiosa a tuttotondo, martire pagana, la cui riscoperta – ci racconta Piero Bianucci, giornalista scientifico ed autore di Storia sentimentale dell’Astronomia. La meravigliosa avventura degli uomini e delle donne che hanno esplorato il cielo – si deve a Diodata Roero Saluzzo e al suo Ipazia o delle Filosofie, del 1827. Raffaello Sanzio raffigura l’astronoma nella Scuola di Atene dove, tra le cinquantotto figure, spicca nel gruppo di destra dell’affresco, in tutto il suo candore. Se l’esistenza e l’uccisione di Ipazia sono documentate da fonti storiche, qualche dubbio resta sulla figura di Fatima di Madrid (X-XI secolo d.C.), che avrebbe scritto una serie di opere note come le Correzioni e, insieme a suo padre, l’astronomo e scienziato Maslama al-Mayriti,, avrebbe modificato e corretto Le Tavole Astronomiche di al-Khwarizmi, adattandole al meridiano che passava per Cordova, la città andalusa dove visse. Lavorò anche sulle zijes, libri di astronomia islamici che includono i calendari, le posizioni del Sole, della Luna e dei pianeti, oltre ai parametri utilizzati per i calcoli delle eclissi. Restando in Europa, ma spostandoci a nord, in Danimarca, ricordiamo Sofia Brahe (1556-1643) che aiutò il fratello – il famoso astronomo Tycho – nelle osservazioni del cielo e negli esperimenti di alchimia e «curava il giardino di Uraniborg che lei stessa aveva progettato come rappresentazione simbolica dell’universo ispirandosi ad un testo ermetico». A loro il merito di aver redatto, sulla base di lunghe ed estenuanti osservazioni, un catalogo di oltre 1000 stelle fisse, con una sorprendente precisione data l’epoca ed il fatto che il telescopio non fosse stato ancora inventato. Dal freddo danese a quello polacco. Nella città di  Wołów nacque Maria Cunitz (1610-1664), autrice di Urania Propitia, – che la rese famosa in tutta Europa – un testo che fornendo nuove tavole planetarie semplificava quelle Rudolphine di Keplero, per determinare la posizione di un pianeta sul suo percorso ellittico. Alla studiosa è dedicato il cratere Cunitz su Venere ed il 12624 Mariacunitia, un asteroide nella regione del sistema solare, tra le orbite di Marte e di Giove.

Nei secoli XVII e XVIII le donne fecero da «assistenti» a padri, fratelli e mariti, non essendo riconosciuto loro il ruolo di professioniste della scienza del cielo: Caterina Hevel (1646-1693), Maria Kirch (1670-1720) che contribuì a rendere l’Accademia delle scienze di Berlino un importante centro di astronomia, Nicole-Reine Lepaute (1723-1788), che collaborò con l’astronomo Jérôme Lalande e con il matematico Alexis Clairault, che si attribuì tutto il merito degli accurati calcoli astronomici della studiosa sulla riapparizione della cometa di Halley del 1758. Si deve aspettare il 1835 per la prima donna membro onorario della Royal Astronomical Society per i suoi studi come astronoma: è Caroline Lucretia Herschel (1750-1848). Britannica, di origine tedesca, anche cantante lirica, studiò i sistemi binari e scoprì sei comete e tre nebulose. Re Giorgio III le concesse un salario annuale che le permise di essere la prima astronoma professionista della storia. Due anni dopo, nel 1837 un’altra donna, la scozzese Mary Fairfax Greig Somerville (1780-1872), entrò a far parte della Royal. Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza che la videro leggere di nascosto i libri di matematica e di algebra contro la volontà del padre, vennero successivamente ripagati quando sposò Somerville, un uomo colto che la incoraggiò nei suoi studi. Dall’altra parte del mondo, in Cina, Wang Zhenyi (1768-1797) ignorando le abitudini feudali dell’epoca, si dedicava allo studio dell’astronomia, della matematica e della geografia. Scrisse, oltre ad una serie di articoli, Dispute of the Procession of the Equinoxes, dove spiega come calcolare il movimento degli equinozi; Dispute of Longitude and Stars, dedicato alle posizioni stellari e The Explanation of a Lunar Eclipse, descrivendo la relazione tra le eclissi lunari e quelle solari. Inoltre, raccolse una serie di dati atmosferici per prevenire e combattere le siccità e le inondazioni che flagellavano le province ad est della Cina. La prima astronoma statunitense è Maria Mitchell (1818-1889) che nel 1847 scoprì una cometa, la Miss Mitchell Comet, che le valse una posizione nell’Accademia Americana delle Arti e della Scienza (1848) e nell’Associazione Americana per l’Avanzamento della Scienza (1850). Quando divenne professore di astronomia al Vassar College, nel 1865, il suo stipendio era un terzo rispetto a quello dei colleghi uomini; protestò così tanto che dovettero aumentarle il salario. Oltre al contributo che dette alla scienza, resta famosa la frase: abbiamo una fame della mente. Vogliamo conoscere tutto intorno a noi e più otteniamo, più desideriamo conoscere. Sempre in America, all’Osservatorio di Harvard, molte donne lavoravano per il direttore Edward Charles Pickering (1846-1919), tra cui Annie Jump Cannon (1863-1941) ed Henrietta Swan Leavitt (1868-1921), conosciute più tardi come l’harem di Pickering, «una ventina di ragazze alle quali faceva svolgere i lavori scientifici più noiosi». La Cannon studiò e classificò gli spettri di più di 225.000 stelle, alternando al lavoro il bridge, la sua unica distrazione; la sua collega Leavitt, che «doveva dare la caccia alle stelle variabili, quelle la cui luminosità cambia nel tempo, più o meno ciclicamente», scoprì la relazione periodo-luminosità, un metodo innovativo per la misura della distanza degli oggetti astronomici che risultò essenziale per la conoscenza delle dimensioni della nostra galassia e dell’Universo. Un’altra donna che si appassionò alle stelle fu Cecilia Helena Payne Gapoščkin (1900-1979). L’amore per l’astronomia sbocciò dopo aver ascoltato una conferenza di Sir Arthur Stanley Eddington sulla teoria della relatività di Einstein. La scienziata dimostrò che l’idrogeno e l’elio sono i principali costituenti delle stelle, «dato fondamentale per comprendere l’origine della loro immensa produzione di energia. […] Non fu una conquista facile. Nel 1923 [Henry] Russell le bocciò un articolo che riassumeva le conclusioni alle quali era arrivata e solo sei anni dopo si decise ad accettarle. […] Sfidando lo scetticismo di Russell, nel 1925 Cecilia difese la sua tesi di dottorato dedicata alla composizione delle stelle. L’aveva scritta in sei settimane e Otto Struve, astronomo di grade prestigio, la definì senza alcun dubbio la più brillante tesi di dottorato mai prodotta in astronomia».

Paris Pismis (1911-1999), di origine armena, fu la prima universitaria in Turchia, con un dottorato di matematica nel 1937 e la prima in assoluto, tra uomini e donne, a dedicarsi allo studio dell’astronomia in modo professionale in Messico, dove si era trasferita col marito. Autrice di più di 120 articoli scientifici, scoprì 20 amassi aperti e 3 ammassi globulari e lavorò alle prime interpretazioni della struttura spirale delle galassie. Reminiscences in the life of Paris Pismis: A woman astronomer è la sua autobiografia, del 1998. Finiamo in bellezza, con Margherita Hack (1922-2013), prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, quello di Trieste, dal 1964 al 1987, trasformandolo da piccola struttura di provincia ad Istituto di ricerca astronomica internazionale. Leggete qualsiasi libro di questa forza della natura, L’universo. Pianeti, stelle e galassie, Una vita tra le stelle, Storia dell’astronomia dalle origini al 2000 e oltre, Le mie favole. [Da Pinocchio a Harry Potter (passando per Berlusconi)], Notte di stelle…il messaggio della Hack, oltre alla divulgazione scientifica, si ripete: «L’astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell’universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri».

I Benefici delle Fragole

La fragola, Fragaria, è una delle bacche più popolari al mondo. Ci sono più di 10 specie di Fragaria che si differenziano per sapore, dimensione e consistenza, ma hanno tutte lo stesso caratteristico mantello a forma di cuore, polpa rossa e semi, insieme a cappucci verdi con steli piccoli e regali, che adornano le loro corone.

Lo sapevi che…
… le fragole non sono in realtà propio dei frutti perchè i loro semi sono all’esterno. Hanno una media di 200 semi per frutto e sono in realtà un membro della famiglia delle rose (rosaceae).

Fragole più grandi
Le fragole hanno una lunga storia e sono state apprezzate sin dai tempi dei romani. Originarie di molte parti del mondo, esistono centinaia di varietà di fragole per via delle tecniche di incrocio. Nel 1714, un ingegnere francese incaricato di lavorare in Cile e Perù, osservò che la fragola originaria di quelle regioni era molto più grande di quelle che si trovano in Europa. Decise di riportare un campione di questa fragola da coltivare in Francia. Il risultato finale è stato un ibrido grande, succoso e dolce (la moderna fragola da giardino) che è diventato estremamente popolare in Europa.

Fragole: benefici salutari
Le fragole sono un’ottima fonte di vitamine C e K oltre a fornire una buona dose di fibre, acido folico, manganese e potassio. Inoltre contengono quantità significative di fitonutrienti e flavanoidi che rendono le fragole rosso vivo. Sono stati usati nel corso della storia in un contesto medicinale per aiutare con i disturbi digestivi, per lo sbiancamento dei denti e ridurre le irritazioni della pelle. Il loro contenuto di fibre e fruttosio può aiutare a regolare i livelli di zucchero nel sangue rallentando la digestione e si pensa che la fibra abbia un effetto saziante. Le foglie possono essere consumate crude, cotte o usate per preparare il tè.

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Frutta e verdura danno un prezioso contributo a una dieta sana ed equilibrata, e bacche come le fragole sono particolarmente utili. Questo perché sono ricche di pigmenti colorati che hanno un effetto protettivo – si pensa che queste antocianidine abbiano un certo numero di potenziali benefici per la salute, inclusa la prevenzione delle condizioni infiammatorie e delle malattie cardiache.

100 grammi di fragole contengono 30 calorie, 0,5 grammi di grassi, 6,1 grammi di carboidrati, 3,8 grammi di fibre.

Le fragole possono essere allergeniche per qualcuno. Ad esempio se hai allergie al polline della betulla, è più probabile che sviluppi un’allergia alimentare secondaria alle fragole. I sintomi più comuni si manifestano in bocca e in gola: formicolio, prurito, lacrimazione e naso che cola. Sebbene sia noto che la varietà a fragola bianca contenga meno allergeni, è meglio evitare tutte le fragole per chi ha questa allergia.