Celiachia e Probiotici

Oggi sappiamo che l’origine della celiachia come di altre malattie autoimmuni, infiammatorie e metaboliche, è da ricercarsi soprattutto nello squilibrio delle varietà di ceppi batterici che popolano il nostro intestino.

Come un secondo cervello, la massa di oltre due chili di batteri che popola le nostre interiora, gestisce numerosissime interazioni con il nostro corpo, che variano dalla modulazione del sistema immunitario, alla modifica del nostro codice genetico e persino al nostro comportamento.

La predisposizione genetica passa in secondo piano quando, confrontando l’incidenza di questa e altre patologie in popolazioni che si nutrono in modo sano, ci accorgiamo che questi disturbi sono rarissimi o inesistenti, e che la mappa mondiale della celiachia riguarda praticamente solo i paesi industrializzati che consumano grani raffinati. Risulta quindi evidente che la maggior parte del danno è compiuta da ciò che noi introduciamo nel nostro organismo (cibi ma anche farmaci) e da ciò che questo causa nel nostro microbiota.

Nel video che segue, ho ricercato alcuni dei documenti accademici che mostrano come la celiachia venga resa attiva da una disbiosi. Successivamente sono andata a ricercare i possibili percorsi terapeutici atti quantomeno a migliorare la condizione celiaca, che vagliano la possibilità di ripopolare l’intestino con alcuni ceppi benefici del microbiota attraverso l’assunzione di probiotici.

 

 

 

Nel corso dei millenni l’uomo ha incrociato e selezionato varietà di cereali sempre più ricche di glutine. Questo ha reso il grano attuale molto ricco di questa sostanza che rende i prodotti da forno più buoni e facilmente lievitabili.

Ma il glutine è una sostanza prodotta dalla pianta per autodifesa. Infatti causando gonfiore in chi mangia i chicchi delle sue spighe, si assicura che almeno qualche seme sia risparmiato e che possa riprodursi. Noi ci siamo adattati a mangiare questi cereali nonostante tutto, ma l’evoluzione è un continuo lavoro in corso, dove la lotta per la sopravvivenza si combatte con la genetica. Così noi non siamo perfettamente adattati a tollerare il glutine, tantomeno la quantità enorme che oggi assumiamo a causa della dieta moderna occidentale che prevede l’uso del grano raffinato glutinoso quasi ovunque.

Così, alla dieta ricca di zuccheri e farine bianche che nutre soprattutto i ceppi batterici sbagliati, si aggiunge una maggiore permeabilità delle pareti intestinali causata dal glutine che le degrada e permette il passaggio di tossine e sostanze infiammatorie con crescente facilità. Ricordiamo inoltre che medicinali quali gli antibiotici e gli antinfiammatori esercitano anch’essi un ruolo distruttivo per il microbiota e la salute dell’intestino.

 

IMMAGINE 1 – I cereali contenenti glutine e i loro prodotti causano atrofia dei villi intestinali, infiammazione e disgiunzione tra le cellule delle pareti intestinali negli individui predisposti.

IMMAGINE 2 – Meccanismi di azione. Nei pazienti celiaci la crescente permeabilità intestinale favorisce l’entrata di peptidi glutinosi indigeriti dal lumen alla lamina propria. Qui viene attivata la risposta immunitaria che diventa autoimmunità, infiammazione e proliferazione del microbiota dannoso, peggiorando la prognosi della malattia. Le frecce indicano dove i probiotici possono svolgere la loro azione riparatrice.

 

Quindi è possibile migliorare la malattia celiaca attraverso un regime alimentare atto a ridurre tutti quei cibi che nutrono i batteri patogeni, introducendo invece quelli che favoriscono i commensali/benefici, eventualmente ricorrendo all’assunzione di ceppi specifici che possono riparare le pareti intestinali e riportare l’intestino ad una condizione progressivamente migliore. Ceppi che migliorano le condizioni dell’intestino aumentando l’immunità ai patogeni e proteggendo le pareti intestinali sono ad esempio:

Streptococcus thermophilus, bifidobatteri (B. breve , B. animalis, B. infantis), lattobacilli (L. acidophilus, L. plantarum, L. paracasei, L. helveticus, L. Rhamnosus GG).

 

 

Per approfondire la celiachia e la sua correlazione con il microbiota:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25003267/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27452636

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23478804/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24774670/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28778891

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27636409/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24982318

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26287240

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5601352/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3500876/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23834758/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28936910

 

 

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