Disbiosi. Da dove originano le malattie.

Grazie alle nuove tecnologie e alle conseguenti possibilità di studiare la biologia in modo più dettagliato (genomica, nutrigenomica, e biologia sistemica) l’attuale ricerca medica ha scoperto un considerevole quantitativo di dati relativi al microbiota (flora batterica) che vive dentro di noi, al punto da aver cambiato la prospettiva da semplici batteri a ciò che ora viene considerato un “secondo cervello”, che vive in simbiosi con noi nel nostro intestino. Così tante e importanti sono le funzioni che svolgono per il nostro organismo regolando persino il nostro umore e il nostro carattere, che senza questi due chili di batteri che ci portiamo in giro, moriremmo. Questi batteri si sono evoluti assieme a noi, prendendo ciò che serve a loro per sopravvivere e restituendoci in cambio ciò che serve a noi per sopravvivere.
In particolare, i ceppi di batteri benefici si nutrono di fibre e ci restituiscono sostanze chiamate acidi grassi a catena corta (Short-Chain Fatty Acids, SCFA) che sono indispensabili per mantenerci in salute.

(per approfondire:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3735932/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4315779/ )

Le fibre di cui si nutrono questi batteri sono quelle che abbiamo sempre mangiato dalla notte dei tempi, fino a quando l’industria alimentare odierna ha cominciato a modificare la nostra alimentazione tradizionale in quella che viene chiamata oggi “western diet”, ovvero dieta occidentale, ricca di carboidrati semplici e priva di fibre.
Questo cambio di dieta produce lo sterminio dei ceppi benefici che ci preservano dalle malattie, e aumenta la quantità di batteri dannosi che producono infiammazione e causano problemi anche irreversibili.

Senza gli SCFA prodotti dai batteri benefici, andiamo incontro presto o tardi ad una rosa di malattie infiammatorie e autoimmuni di cui ora si scopre l’origine in questo squilibrio batterico detto disbiosi.

Un’altra scoperta importantissima recente che si va ad aggiungere come un tassello di un puzzle in questo discorso, è che si è scoperto che il DNA non è un sistema immutabile e fisso come abbiamo sempre creduto, ma ci sono delle parti che possono mutare: i batteri del nostro intestino sono in grado di regolare questi geni. I meccanismi complicatissimi sono ancora sotto il microscopio, ma si è potuto già constatare che in base al nostro stile di vita e di conseguenza al patrimonio microbico che ci creiamo al nostro interno, possiamo fare la differenza tra stato fisiologico e patologico.
Torniamo quindi a ciò che già sapevano nell’antichità ai tempi di Ippocrate, quando pur non avendo questi strumenti ma semplicemente con l’osservazione, avevano capito che il cibo è medicina.

 

disbion

Nell’immagine che ho aggiunto si vede uno schema molto semplificato con tre principali tipologie di batteri, benefici, inermi e patogeni. Siamo noi che decidiamo quali nutrire e far prosperare: cibi non processati, ricchi di fibre e privi di zuccheri= batteri benefici. Cibi ricchi di zuccheri, farine raffinate e nessuna fibra= batteri patogeni.

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