Intervista a Luisa Torchio

Si avvicina la serata Moon pride che si terrà a Bologna il 7 dicembre e io continuo a presentarvi gli autori coinvolti. Io vi consiglio di venire a vedere la mostra “Make up! Guerriere Sailor” e godervi la nostra serata realizzata con un grandissimo amore verso Sailor Moon. Ci sarà da divertirsi. Ma parliamo con Luisa Torchio e conosciamola meglio!

– Ciao Luisa, presentati ai lettori di “Piccola intrigante”.

– Piacere! Sono Luisa Torchio, una fumettista in attesa dell’uscita del suo primo libro (“Sabine nel mondo della magia” edito da Tunué ed esce ad Aprile). Attualmente vado avanti a tazze di te’ e puntate di Brooklyn Nine Nine.

– Parlaci del tuo lavoro di illustratrice

– Finora ho concluso il mio primo libro a fumetti e di illustrazione mi sono dedicata a un albetto autoprodotto di illustrazioni erotiche che ho presentato al Borda fest – produzioni sotterranee a LuccaComics&Games 2018. Ho collaborato alla fanzine sulla mitica serie Fantaghirò “Fanzaghirò” ideata da Giovanni Pota dove quaranta autori italiani rappresentavano la loro visione dell’eroina. A parte me, che sono abbastanza piccola, c’erano talenti come Fabio Mancini, Giovanni Pota stesso, Claudia Nuke Razzoli, Cristina Portolano, Flavia Biondi… e poi avevamo due colossi come Rita Petruccioli e Alessandro Baronciani. Anche lì dentro ci sono stati molti lavori che hanno indagato il rapporto tra ruoli e il significato di cosa voglia “femminilità”. I ricavati di questo volume sono stati devoluti alla Casa delle Donne di Bologna.
Ho collaborato con la Beccogiallo per una loro antologia “Voci di donne”, volume su musiciste famose impegnate socialmente e politicamente.
Ora che ho un po’ di tempo libero mi sono appassionata a fare fan art di Sailor Moon e disegnare dolci.

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– Come hai conosciuto Sailor Moon?

– Ho conosciuto Sailor Moon ovviamente quando ero bambina. Mi ricordo quando trasmettevano l’anime su Italia Uno ma ancora prima ricordo il programma su rete4, ambientato in un sottomarino, che alle otto di sera ne mandava in onda gli episodi!
Il mio amore doveva essere abbastanza palese, perché ho il preciso ricordo di vari giocattoli a tema che mi regalarono: avevo la corona di Neo Queen Serenity, lo scettro della seconda stagione e un portagioie con dentro gli anelli delle Sailor.
Alle superiori mi presi il manga.

– Cosa rappresenta questa serie per te?

– Mi è capitato di parlare della serie negli anni con miei coetanei di entrambi i sessi e mi sono resa conto quanto sia stata presente per ciascuno di noi. E’ una serie che ti fa porre delle domande: per esempio, quando da bambina vidi per la prima volta Heles/Haruka mi posi la domanda del perché si vestiva da uomo quando era una ragazza. Era evidente che ciò stridesse con quanto mi circondava (provincia veneta negli anni ’90) e con quanto conoscessi ma ricordo di non aver mai provato un sentimento di avversione, ma solo di curiosità. E’ importante questo: affrontare tematiche difficili in maniera così naturale da non risultare brutali credo sia un grandissimo pregio.

– Progetti futuri? Parlamene che sono curiosa.

– E’ da un po’ che ho voglia di raccontare una storia d’amore, ma non di quelle che finiscono bene. Sono stanche delle storie d’amore che finiscono bene. Nella realtà l’amore non funziona come viene raccontato nei libri e nei film e secondo me vi è la necessità che anche i rapporti considerati “sbagliati” siano rappresentati di più senza un occhio giudicante (ovviamente non sto parlando di rapporti con soprusi): tradimenti, infedeltà, rapporti non impegnativi… Fanno parte della complessità umana e prima o poi capitano a tutti.

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Alla prossima. Vi aspettiamo a Bologna.
P.s. Vi ho messo solo 2 illustrazioni di Sailor Jupiter. Domani scoprirete perché.

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