L’Olio di Canola

Assieme ad oli vegetali sempre più esotici e scadenti come quello di palma, ora fa la sua comparsa l’olio di canola. Che pianta è la canola? La canola non è nemmeno una pianta. Il nome canola viene da Canada + Oil.

Questo olio di canola viene prodotto industrialmente scaldando e schiacciando semi di rapa, da cui si estrae poi  l’olio usando il solvente esano, ovvero una sostanza estremamente infiammabile, irritante, nociva, pericolosa per l’ambiente e tossica per il sistema riproduttivo. Il solvente, durante la tostatura, viene QUASI completamente recuperato… significa quindi che parte di questa sostanza pericolosa rimane nell’olio di canola. L’utilizzo principale dell’esano è quello di carburante, ma ora si impiega anche per estrarre olio, cosa molto conveniente per le industrie, ma non per la nostra salute. L’olio di canola viene poi ulteriormente raffinato con acidi per rimuovere colore e odore.

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Già dal 1998, Canada e negli Stati Uniti hanno sviluppato una variante geneticamente modificata per rendere le rape più resistenti alle malattie e già nel 2011 il 26% delle piantagioni destinate all’olio di canola erano OGM. Ma semplicemente per il fatto di contenere anche omega 3, quest’olio è stato presentato – non solo come sicuro – ma addirittura una panacea per disturbi quale ipercolesterolemia e diabete. Ad un osservatore attento però, non sfugge che la revisione di studi presentata nel 2013 a favore di questo oliaccio, è sponsorizzata dal Canola Council of Canada e dalla U.S. Canola Association. Ovvero proprio da chi ha tutto l’interesse a vendere questo olio. Come chiedere all’oste se il suo vino è buono.

Un altro vanto da parte dei suddetti produttori, sarebbe che a differenza dell’olio di colza (altro oliaccio sempre ricavato dalle stesse coltivazioni, di cui oggi sono pieni i cibi industriali), l’olio di canola contiene molto meno acido erucico.

Non sono impressionata: significa solo che mentre l’uso frequente di olio di colza ci causa malattie cardiache e alterazioni del fegato, dei reni e dell’apparato muscolo-scheletrico a causa dell’acido erucico, l’olio di canola ci danneggia prevalentemente con i suoi residui tossici di esano.

Un’altra grande produttrice di olio di canola ormai quasi a parimerito con il Canada, è diventata la Cina. Quindi aspettiamoci di vedere nei prossimi anni un’ulteriore invasione di questo pessimo prodotto, che potrebbe essere nascosto tra quegli oli indicati genericamente come “oli vegetali” nelle etichette, se non si farà qualcosa per regolamentare questi prodotti.

Se un olio è pregiato, stiamo pur certi che apparirà a chiare lettere sulla confezione. In caso contrario, diffidiamo da queste diciture generiche che ancora permettono alle fabbriche di olio (è proprio il caso ormai di chiamarle fabbriche), di occultare i loro prodotti scadenti e nocivi. Olio di palma, di colza, di canola e “oli vegetali” sconosciuti che si leggono in etichetta, per il nostro bene, vanno evitati.

Gli omega 3 si trovano naturalmente in abbondanza nel pesce, nell’olio di semi di lino, di canapa, di chia o di noce. Non abbiamo bisogno di assumere prodotti dannosi per ottenerlo.

Un prodotto potenzialmente nocivo come l’olio di canola, non diventa sano per il fatto che contiene omega 3.

 

 

Per approfondire:

https://en.wikipedia.org/wiki/Canola#cite_note-20

https://it.wikipedia.org/wiki/Esano

https://ilfattoalimentare.it/olio-di-colza-efsa-acido-erucico.html

https://ilfattoalimentare.it/olio-di-colza-esperto-acido-erucico.html

http://www.repubblica.it/ambiente/2010/08/10/news/canola_ogm-6185318/

https://ilfattoalimentare.it/oli-vegetali-etichetta-dongo.html

 

 

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