L’ultimo Pasto di Ötzi

Ötzi, una mummia rinvenuta nel 1991 sulle Alpi tra Italia e Austria, si è preservata fino ai giorni nostri grazie al freddo intenso e ai ghiacci che l’hanno custodita per 5300 anni.

Non sappiamo come si chiamasse veramente quest’uomo vissuto nell’Età del Rame, ma dagli indizi che ci ha lasciato abbiamo scoperto molte altre cose interessanti. Aveva all’incirca 45 anni, era vestito di pelli e pellicce, e ciò che lo spinse ad attraversare quella montagna fu probabilmente una fuga dai suoi assassini. Infatti la mano di Ötzi presenta una ferita, risalente a pochi giorni prima della sua morte, causata forse dal primo alterco con quella persona che poi lo seguì sulla montagna e scoccò la freccia mortale che lo colpì alla schiena.

Il movente di questo delitto, irrisolto da millenni, rimarrà sconosciuto. Ma non è un mistero invece cosa mangiò Ötzi come suo ultimo pasto.

A: Ötzi e il contenuto del suo stomaco. B: Fibre di carne dal suo stomaco. C: Resti vegetali. Foto: Frank Maixner/Eurac Research/Institute for Mummy Studies

Nel suo stomaco sono stati ritrovati grasso di ibex, lo stambecco delle Alpi; carne di cervo; piccolo farro e tracce di felce pteridium.

Qualcuno ipotizza che la felce venisse usata per avvolgere il cibo, ma data la tossicità di questa specie, è più probabile che Ötzi avesse ingerito parti di questa pianta per cercare di sbarazzarsi di vermi parassiti nematodi, presenti nel suo intestino. Il quantitativo elevato di grasso di questo pasto trova giustificazione nel dover affrontare grande freddo e fatica nella scalata che affrontò il nostro antico uomo delle Alpi. Sia la capra ibex che il cervo erano frutto della caccia, forse dello stesso Ötzi. Il Triticum monococcum o piccolo farro, è una pianta della famiglia delle Graminacee ed è ritenuto il primo cereale “addomesticato” dall’uomo intorno al 7500 a.C., in Medio Oriente. Ha un basso tenore di glutine (intorno al 7%), è panificabile, ma lievita poco. Il Triticum monococcum è la forma domestica del selvatico Triticum baeoticum.

Il pasto di Ötzi non era proprio da cucina cinque stelle, probabilmente la carne era cruda o essiccata; ma presentava un apporto equilibrato di proteine e carboidrati, con un quantitativo di grassi abbondante e proporzionato allo sforzo fisico che stava affrontando.

 

Per approfondire:

https://www.cell.com/current-biology/fulltext/S0960-9822(18)30703-6?code=cell-site

 

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