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Il Prof. Boschi tra i condannati per il terremoto dell’Aquila

In merito alla recente condanna del Prof. Enzo Boschi quale componente della Commissione Grandi Rischi nel processo sul Terremoto dell’Aquila, ci preme ricordare che lo stesso ricopriva la carica  di Presidente dell’INGV all’epoca in cui fu elaborato il progetto scientifico relativo alle perforazioni nei Campi Flegrei.

Il progetto Deep Drilling Project ai Campi Flegrei fu presentato dall’INGV a Poznan nel 2008, nell’ambito della conferenza mondiale sui cambiamenti climatici.  Enzo Boschi profferì: “… oltre alle più citate energie eoliche e solari, ci sono senz’altro anche quelle geotermiche che consistono nello sfruttamento del calore interno della Terra. Quello che ci proponiamo di fare è cogliere contemporaneamente due opportunità offerte dall’area dei Campi Flegrei: una migliore conoscenza del suo sistema di alimentazione magmatico e dell’interazione fra il magma e gli acquiferi profondi dell’apparato vulcanico, e uno sfruttamento pratico di una parte dell’energia in esso immagazzinata…”.

Dichiarazione che prova come si nascondano ai cittadini le vere finalità del progetto presentato più volte agli stessi cittadini come un progetto meramente scientifico.

Questa precisazione riveste carattere prioritario in primo luogo in merito alla valutazione del rischio, in quanto il progetto è stato quindi presentato da una autorità scientifica che nel caso del terremoto dell’Aquila ha quantomeno sottostimato il rischio con conseguenti gravi ripercussioni sulla sicurezza dei cittadini.

Con queste ulteriori premesse il DEEP DRILLING PROJECT deve essere assolutamente accantonato in quanto non si può oggi alla luce di quanto predetto ed anche alla luce delle nuove ricerche scientifiche che indicherebbero il Vesuvio ed i Campi Flegrei come un sistema caratterizzato da un’unica camera magmatica e quindi un grado di pericolosità ancora maggiore, dire che non c’è rischio per la popolazione. Inoltre si ripete qualsiasi progetto nella zona dei Campi Flegrei deve necessariamente prevedere la messa in sicurezza del territorio e la restituzione dello stesso ai cittadini.

Minola Fusco

 

Negozi di Kebab = Organizzazioni terroristiche

Riporto il comunicato stampa che risponde alle affermazioni dell’On. Bertolini secondo la quale in Italia negozi di Kebab e attività commerciali gestite da extra-comunitari svolgono spesso la funzione di raccolta fondi di ” vere e proprie organizzazioni terroristiche”.

COMUNICATO STAMPA

Leggiamo con stupore la notizia – diffusa dalle agenzie – dell’ interrogazione parlamentare a firma dell’ On. Isabella Bertolini rivolta al Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, con la quale si chiede di potenziare i controlli delle Forze di polizia per intercettare la raccolta fondi che, secondo la deputata,  avviene con mezzi illegali per finanziare “attività terroristiche di organizzazioni quali il Pkk curdo”.

L’ On. Bertolini si riferisce alle notizie della stampa locale del 28 marzo 2012, relativa all’arresto di cinque cittadini curdi a seguito di provvedimento richiesto dalla Procura della Repubblica di Venezia ed afferma che ”questa operazione per la prima volta in Italia, ha agito direttamente sul meccanismo di raccolta fondi, destinati all’organizzazione che alimenta l’azione terroristica in patria e nelle aree di confine tra la Turchia e l’Iraq” e che ”ciò conferma ancora una volta, come dietro ad attività commerciali, quali i negozi di kebab, apparentemente regolari, spesso si nascondono delle vere e proprie organizzazioni terroristiche”.

Appare necessario precisare quali difensori di cinque persone indagate nell’inchiesta richiamata che tutte le persone sottoposte alla misura della custodia cautelare in carcere sono state scarcerate con provvedimento del Tribunale della Libertà di Venezia dell’11.4.2012, e che – come già avvenuto nell’aprile del 2010 – la magistratura ha ritenuto inesistenti gli addebiti e assolutamente priva di fondamento l’ipotesi accusatoria, la cui diffusione mediatica ha creato grave nocumento ai nostri assistiti.

Quindi – a differenza di quanto affermato dall’On. Bertolini, che evidentemente non ha ritenuto di informarsi in ordine all’esito delle indagini ed all’accertamento giudiziale, sia pure in sede cautelare, della fondatezza delle richieste del Pubblico Ministero – non si è avuta alcuna conferma del teorema per cui i negozi di kebab spesso  “nascondono delle vere e proprie organizzazioni terroristiche”.

Bugie e sciocchezze spesso hanno le gambe corte.

Roma, 18 maggio 2012

Avv. Arturo Salerni

Avv. Mario Angelelli

 

Per leggere le affermazioni dell’On. Bertolini:

http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20120516-terrorismo-bertolini-pdl-potenziare-controlli-su-raccolta-fondi

 

 

HEALING IS AN ART… AND ART IS AN HEALING

Italy, Meeting & Workshop: “Can an artwork play a “therapeutical” function?”

 

I already posted some articles and clips about art and healing themes. And people seemed to appreciate them (and my “Lacer/actions” images too, that art critics love to define a sort of psycho-artworks). So, I want to point out an event about these arguments. “The work of the artist and his mental health” is the title of a workshop will take place in Bologna (Italy) – at Accademia di Belle Arti, Via Belle Arti 54, Department of Communication and Art Education – on February 28, 2012. The event is promoted for the presentation of Roberto Cascone ‘s book ArTherapy. Cured by contemporary art”. The workshop is divided into three parts. In the first one Roberto Cascone will present his artistic career as a result of a mixture of everyday life and psychological problems, cause of difficulty in social relationships and at the same time incentive of creativity and professional ambitions.

The artist, who is also journalist and writer, will focuses on failures and errors, and he will show entirely or partially wrong works and operations. This chronicle of the “negative” aspects has a critical function for the artist status. It is a sort of preparation for the central part of the meeting dedicated to “ArTherapy. Cured by contemporary art” book. It was published at the end of 2007 (now out of print) and  realized since 2001 with the help of Nadia Lenarduzzi, psychologist, and Monika Redin, art director.

The question that underlines this research is concerning the function of art and a reflection on the identity and role of the contemporary artist: can an artwork play a “therapeutical” function in social and politic life?

The workshop will end in early afternoon, when participants will be invited to produce artistic ideas inspired from their psychological and existential problems. Their ideas will be a gift to some artists who have not  been yet successful (if the idea will be trasformated in work, the donor will be thanked with a courtesy formula).

 Workshop and presentation of the book are organized by prof. Maurizio Giuffredi for the teachings of the Psychology of Art and History and models of art therapy, in collaboration with Association ZeroGiKappa for the social art promotion, the International Association for Art and Psychology (Bologna), the Psicoart magazine.

 For more information:

rafirstagency@gmail.com

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CLIP: ART IS A FORM OF HEALING/PILLAY-ALBORGHETTI

L’ARTE PUO’ AVERE UNA FUNZIONE “TERAPEUTICA”?

Ho già postato clips e note sull’arte come forma di cura. E tanti amici bloggers, tra i visitatori (già a quota 23.000) del mio WordPress, hanno apprezzato e commentato, sollecitati anche dalle immagini del mio progetto “Lacer/azioni”. Segnalo dunque volentieri che presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, via Belle Arti 54, Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte, martedì 28 febbraio 2012 (ore 11 in aula lunga LSI2) è in programma uno workshop e la presentazione del volume di Roberto Cascone, “ArTherapy. Curarsi con l’arte contemporanea”. Workshop e presentazione del volume fanno parte del ciclo di incontri organizzati dal prof. Maurizio Giuffredi per gli insegnamenti di Psicologia dell’arte e Storie e modelli dell’arte terapia, in collaborazione con l’Associazione per la promozione sociale dell’arte ZeroGiKappa, l’International Association for Art and Psychology – sede di Bologna, la rivista Psicoart.

Il workshop, intitolato “Il lavoro dell’artista e la sua igiene mentale”, è articolato in tre parti. Nella prima Roberto Cascone presenterà il proprio percorso artistico, portato di un intreccio tra vita quotidiana e problemi psicologici, causa di difficoltà nelle relazioni sociali, da un lato, dall’altro stimolo di creatività ed ambizioni professionali. L’artista, che è anche giornalista e scrittore, metterà l’accento su fallimenti ed errori, mostrerà opere ed operazioni del tutto o in parte sbagliate. Questa cronaca del “negativo” ha una funzione critica e paradigmatica della condizione dell‘artista, propedeutica per parlare, nella parte centrale dell’incontro, di “ArTherapy. Curarsi con l’arte contemporanea”, libro-manuale pubblicato alla fine del 2007 (oggi esaurito), realizzato con la collaborazione fin dal 2001 della psicologa Nadia Lenarduzzi e dell’art director Monika Redin.

La domanda che sta alla base di questa ricerca riguarda la funzione dell’arte e quindi una riflessione sull’identità e sul ruolo dell’artista contemporaneo: l’opera d’arte può avere una funzione “terapeutica”, sociale e politica? Nel corso della presentazione, inoltre, si parlerà di “Trecentosessantaseigiorni“, opera dell’artista Nello Teodori ispirata all’anno bisestile, quindi verrà mostrata una breve fiction degli attori Pier Paolo Paganelli e Marco Mezzetti, che, autonomamente, hanno interpretato alcuni esercizi del libro trasformandoli in gag comiche. Il workshop si concluderà nel primo pomeriggio, quando i partecipanti saranno invitati a produrre idee artistiche a partire da propri problemi psicologico-esistenziali, con l’obiettivo, tra gli altri, di donarle ad artisti che non hanno ancora avuto successo (nel caso vengano realizzate il donatore sarà ringraziato con la formula del courtesy). L’incontro è inserito in un ciclo di eventi  a tema tra i quali la conferenza di Rebecca Luciana Russo (giovedì 23 febbraio ore 10,30-12,00 in aula magna) intitolata “VideoInsight®. Curare con l’arte contemporanea”.

Per informazioni:

rafirstagency@gmail.com

Tel. 3487231023

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CLIP: ART IS A FORM OF HEALING/PILLAY-ALBORGHETTI

L’Islanda: il primo paese occidentale a riconoscere lo Stato palestinesedi Ossur Skarphedinsson

Fonte: Come Don Chisciotte [scheda fonte]

  Il parlamento islandese approva misure in solidarietà con il popolo palestinese nella Giornata delle Nazioni Unite; i palestinesi ripropongono la richiesta di adesione.

da Reuters e Associated Press

Martedì scorso il parlamento islandese ha votato a favore del riconoscimento dei Territori Palestinesi come stato indipendente, il primo paese dell’Europa occidentale a farlo, secondo il Ministro degli Esteri islandese. Simbolicamente, la misura è passata nella giornata annuale dell’ONU della solidarietà con il popolo palestinese.

Il voto prepara la strada per il riconoscimento ufficiale da parte della piccola isola dell’Atlantico del nord, che aveva guidato il riconoscimento dell’indipendenza dei tre stati baltici dopo il collasso dell’ex Unione Sovietica nel 1991.

L’Islanda è il primo paese europeo occidentale a fare questo passo”, ha affermato il ministro degli esteri islandese Ossur Skarphedinsson all’emittente nazionale RUV: “Ora ho l’autorità ufficiale per dichiarare il nostro riconoscimento della Palestina.”

L’osservatore palestinese all’ONU Riyad Mansour ha letto un messaggio del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas al quartier generale delle Nazioni Unite in occasione della giornata per la solidarietà col popolo palestinese. Ha confermato la richiesta dei palestinesi di aderire all’ONU, dicendo che dovrebbe integrare le negoziazioni di pace, sempre a patto che Israele sia pronta a negoziare in base ai confini del 1967.

Abbas ha affermato che i palestinesi non stanno cercando “di delegittimare Israele” facendo richiesta di unirsi all’ONU, “ma di delegittimare le sue pratiche di insediamento e l’assedio dei nostri territori occupati”. Ha aggiunto che le sanzioni loro imposte da Israele per aver guadagnato l’associazione all’UNESCO sono “ingiuste” e che Israele non ha alcun diritto di bloccare le loro entrate fiscali e doganali.

La risoluzione del parlamento islandese, che permette il riconoscimento di uno stato palestinese all’interno dei confini antecedenti alla Guerra dei Sei Giorni del 1967, è stato approvato da 38 voti in un assemblea di 63 seggi.

Allo stesso tempo, il parlamento invita gli israeliani ed i palestinesi a cercare un accordo di pace sulla base del diritto internazionale e delle risoluzioni dell’ONU, il che include il riconoscimento reciproco dello stato di Israele e dello stato di Palestina”, così riporta la risoluzione proposta dal Ministro degli Esteri islandese.

La risoluzione fa inoltre appello ad entrambe le parti al fine di porre fine a qualsiasi tipo di violenza e ha rivendicato il diritto dei rifugiati palestinesi di tornare alle loro case.

Ci si aspetta, tuttavia, che il riconoscimento dell’Islanda significhi qualcosa di più di un semplice passo simbolico, dal momento che l’Autorità Palestinese lotta per essere riconosciuta dall’ONU. Finora, la sua ricerca di un seggio nell’organismo internazionale è fallita.

**********************************************Fonte: Iceland becomes first Western European country to recognize Palestinian state

29.11.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO