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ESM: l’ultimo mostro dell’ eurocrazia

 

Dopo il Signor Monti, dopo l’IMU, dopo Equitalia ecco che nello scenario nazionale ma, soprattutto, in quello internazionale, affiora un nuovo piano salva-stati che viola per l’ennesima volta la “democrazia”. Di cosa stiamo parlando? L’ESM. ESM ( European Stablity Mechanism) o MES ( Meccanismo Europeo di Stabilità ) è entrato in vigore in forma ufficiale l’8 ottobre 2012 e nasce come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro. Esso ha assunto però la veste di vera e propria organizzazione intergovernativa (sul modello dell’FMI), a motivo della struttura fondata su un consiglio di governatori (formato da rappresentanti degli stati membri) e su un consiglio di amministrazione e del potere, attribuito dal trattato istitutivo, di imporre scelte di politica macroeconomica ai paesi aderenti al fondo-organizzazione. Il MES è subentrato al posto del Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria e al Meccanismo Europeo di Stabilizzazione Finanziaria, quest’ultimo però ancora in vigore fino a quando gli stati del Portogallo, Irlanda e Grecia non si risolleveranno dal deficit dovuto alla crisi economica. L’ESM ha una durata permanente, è dotato di un capitale di 80 miliardi e si finanzia emettendo debito garantito dagli stati membri, ha il compito di assistenza agli stati nella zona Euro che hanno difficoltà ad accedere ai mercati finanziari a prezzi sostenuti a causa di una situazione di finanza pubblica già compromessa. L’eccessivo costo del finanziamento sul mercato potrebbe fare precipitare quel paese nell’insolvenza, minacciando l’equilibrio finanziario della zona euro nel suo complesso. L’obbiettivo dell’intervento dovrebbe essere quello di ripristinare al più presto la capacità del governo di accedere al mercato a costi ragionevoli, invece si tratta solo di un metodo di arricchimento delle banche centrali a discapito dei singoli cittadini degli stati membri. Inoltre è previsto che “in caso di mancato pagamento, da parte di un membro dell’Esm, di una qualsiasi parte dell’importo da esso dovuto a titolo degli obblighi contratti in relazione a quote da versare [...] detto membro dell’Esm non potrà esercitare i propri diritti di voto per l’intera durata di tale inadempienza” ( art. 4, c. 8 ).” Hanno creato, in poche parole, un vero e proprio mostro per tenere in mano l’economia Europea. Inutile dire che dietro questo progetto ci sono gruppi come il Goldman Sanchs, Trilateral Commision, Gruppo Bildeberg. Con questo sistema subdolo si sono assicurati il totale asservimento degli stati membri, sia politico che finanziario. Ma l’aspetto più inquietante, è la possibilità, ormai quasi una certezza, che l’ESM utilizzi questo denaro per finanziare le banche in difficoltà. Così ecco che l’ESM assolve a due compiti: agevolare la speculazione finanziaria, obbligando paesi come l’Italia a contrarre debito non contabilizzato per finanziarlo e aiutare le banche in difficoltà (magari le stesse che hanno speculato sul debito sovrano), senza che questi aiuti provengano ufficialmente dagli Stati aderenti. “…Ma questa Europa che la fate a fare, solo di banche e di parole, è un guinzaglio stretto bene al collo del popolo, della nazione…” Concludo citando Massimo Morsello, che nella sua canzone Maastricht, profetizza ciò che è avvenuto e si è concretato proprio in questi giorni.

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Riportato da wired.it http://daily.wired.it/news/internet/2012/10/12/copyright-alternative-123454.html

Uno dei temi più dibattuti da quando c’è Internet è di sicuro quello del diritto d’autore. Quando si parla di ciò di solito la prima e unica associazione è con il copyright, la licenza che per legge riserva tutti i diritti di sfruttamento di un’opera dell’ingegno al proprio creatore. Di che diritti parliamo? Sostanzialmente il copyright consente solo all’autore di riprodurre il proprio lavoro, creare opere derivate, distribuirlo, mostrarlo o riprodurlo in pubblico e soprattutto sfruttarlo economicamente.

Film, musica e software nell’era digitale sono i prodotti che hanno avuto maggiori implicazioni in questo campo, per via della facilità con cui il prodotto digitale viene copiato e distribuito attraverso la rete. Gli operatori di questi settori da anni chiedono e richiedono la tutela dei diritti acquisiti dai rispettivi titolari regolarmente suscitando la rivolta degli utenti in un’epoca al cui centro c’è la condivisione di tutto. Nel 2010 però una coppia di studenti della Norwegian School of Management è riuscita a dimostrare con la propria tesi sul mondo della musica come i profitti degli artisti siano cresciuti nell’epoca del file-sharing, a fronte del crollo dei ricavi da parte delle case di distribuzione.

Secondo Rick Falkvinge di Torrentfreak la necessità del copyright è nei fatti un mito. E in effetti di licenze alternative oramai ce ne sono diverse. Sostanzialmente si tratta di licenze che proteggono il diritto d’autore consentendo al contempo l’ interazione con il prodotto. Si tratta principalmente di copyleft, copyfree, Gpl, Open access e Creative commons. Senza dimenticare il pubblico dominio (che si verifica quando il copyright è assente o scaduto) e ricordando che lo stesso copyright prevede quello che va sotto il nome di fair use, ossia l’uso gratuito di opere protette da diritto d’autore per revisioni, critiche, parodie, citazioni e illustrazioni a scopo educativo.

Il copyleft consiste sostanzialmente nell’uso della legge sul copyright per consentire la copia o la modifica del prodotto distribuito. Le origini del movimento affondano nel 1975, quando uno dei contributori alla newsletter di People’s Computer Company rilasciò una versione rivista di Tiny Basic per i microprocessori Intel 8080 con l’etichetta Copyleft: All Wrongs Reserved. Tutti quelli che modificarono successivamente il codice mantennero l’indicazione e l’uso prese piede.

Ancora più specifica è la licenza Gpl (Gnu general public license) ideata nel 1988 da Richard Stallman, padre del sistema operativo Gnu che si diffuse grazie al kernel Linux, con cui viene spesso scambiato. La Gpl è in sostanza l’evoluzione della Emacs General Public Licence, la prima vera licenza copyleft il cui obiettivo era trasferire il maggior numero di diritti all’utente. Nello specifico il diritto di: usare un prodotto, studiarlo, copiarlo e condividerlo con altri, modificarlo e distribuire opere derivate. In parte simile alla Gpl è la licenza Bsd (Berkeley software distribution) che prevede però la possibilità di ridistribuire un software anche in forma proprietaria, sempre attribuendo però il lavoro all’autore. La Gpl era invece stata pensata per la distribuzione del free software.

In campo letterario e scientifico è sempre più prassi comune l’ Open access. Questa è una sorta di licenza pensata per rendere l’informazione scientifica accessibile gratuitamente a chiunque, pur lasciando il copyright all’autore della ricerca. Di solito i contenuti distribuiti con questa formula utilizzano la licenza Creative commons che genericamente consente di ridistribuire l’opera attribuendone la paternità all’autore. Ideata nel 2001 da Lawrence Lessig, esperto di copyright e docente di Giurisprudenza all’università di Stanford, la Cc si articola in diverse forme a seconda delle restrizioni previste e cioè: niente opere derivate, niente uso commerciale e condivisione allo stesso modo. Con oltre 5,5 milioni di licenze Cc usate nel 2010, l’Italia è il terzo paese per uso di Creative commons, ma il 38° sui 52 monitorati dalla fondazione quanto alle libertà concesse agli utenti, secondo i dati forniti a Wired.it dai responsabili italiani del progetto. Uno dei luoghi dove le licenze CC sono più usate è senz’altro Flickr, che a oggi conta oltre 241 milioni di foto licenziate in questo modo. Nonostante questo, a dieci anni dalla nascita le licenze Creative Commons non sono ancora uno standard, anche se costituiscono la principale alternativa al copyright.

Ci sono ancora altri tipi di licenze come la Free Creation, che prevede una clausola anti-Drm, la ArtLibre pensata nello specifico per tutelare l’autore di un’opera d’arte pur consentendone copia, ridistribuzione e opere derivate, o la Copyfree, che più che definire una licenza, valida quelle esistenti secondo alcuni standard che prevedono per l’utente il diritto di fare assolutamente ciò che vuole del prodotto di cui è in possesso. Standard che bocciano la Gpl come le licenze Apache, la Apple Public Source, la Microsoft Limited Public o la Mozilla Public, oltre ad alcune varianti di Cc, perché introducono restrizioni al modo in cui l’opera può essere ridistribuita o modificata

Una salutare ed equilibrata alimentazione

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Come dimagrire rapidamente in vista dell’estate

Sta arrivando l’estate e ci vediamo troppo gonfie o gonfi? Desideriamo ritornare in linea ma non abbiamo idea da dove iniziare? La sola idea di iniziare una dieta dimagrante ci fa perdere il morale?

Non preoccupiamoci, dimagrire non è  poi così difficile.

Di seguito vi daremo taluni suggerimenti su come dimagrire velocemente e senza esaurire.

Il miglior metodo per dimagrire è attenersi ad una dieta dimagrante che sia pure equilibrata e fare un pochino di attività fisica. Poche regole e la vostra linea ritornerà snella in poco tempo.

La norma d’oro di ogni dieta dimagrante è che l’apporto di calorie ingerito deve essere minore di quello speso. Di conseguenza riduciamo l’apporto di calorie giornaliero.

Apparirà strano ma in ciascuna dieta dimagrante decente si consigliano cinque pasti diversi: colazione, pranzo, cena, più due spuntini, uno a mezza mattina ed uno a mezzo pomeriggio. È importante che i due spuntini siano formati da frutta e verdura. Fra i cinque il più importante è la colazione. Mangiare ricca colazione a base di cereali e yogurt.

Per perdere peso in modo veloce bisogna spendere carboidrati e fibre invece di grassi e zuccheri, bere parecchia acqua controllando tutto ciò che mangiamo perché in questo modo potremo avere una vista della nostra dieta dimagrante quotidianamente.

Come abbiamo già enunciato bisogna associare la dieta dimagrante all’attività fisica, ma se non si ha voglia ci si può spostare a piedi o in bicicletta e non in auto, così facendo bruceremo parecchie calorie e velocizzeremo il nostro metabolismo. Riposare almeno 8 ore al giorno è consigliato per far funzionare al meglio il corpo, eludete pure di spendere cibi grassi preconfezionati o se non riuscite a resistere a fare uno spuntino, fatelo con un po’ di frutta o con un buono e salutare frullato.

La dieta dimagrante dovrà essere composta da cibi diversi. Non mangiate sempre gli stessi cibi, perché cosi facendo vi sembrerà una forma di penitenza. Variare vi aiuta a non farvi pensare che siete a dieta. Concludendo bando a non essere troppo limitanti.

Masticate lentamente il cibo vi aiuterà ad essere più soddisfatti. Codesta è una antica tecnica che va bene sempre.

Queste poche cose possono agevolarvi nel caso decidiate di mettervi a dieta. Ma per dimagrire velocemente è necessario maggiormente avere costanza ed essere determinati nel voler raggiungere gli scopi. Se non siamo decisi della decisione, è preferibile lasciar perdere. Non perderemo peso di certo se abbandoniamo la dieta dopo una settimana o se inseriamo parecchie “eccezioni” alla tabella delle cose da mangiare.

Trova le differenze/2 (e pensaci su un pochino)


(Click to enlarge)

(English version)

Questo è un esempio (un pochino diverso da quello postato ieri) di quanto un comunicato stampa istituzionale, in questo caso ancora proveniente dal Comune di Verona, possa essere utilizzato in se stesso come notizia, senza riguardo a verifiche, importanza, accuratezza o affidabilità.

Di che storia si tratta, dunque?

La polizia locale, dedita al compito di prendersi cura del decoro e del nitore, ha «fatto pulizia» su questo appezzamento di terreno (la foto è stata diffusa dal sito del Comune), sfrattandone tre fratelli di 24, 22 e 15 anni (quest’ultimo è stato portato in istituto) e una quarantenne: in breve, sfrattandone quattro romeni.
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