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A.A.A cercasi numero verde

di Matteo Carnieletto 

Premessa per i lettori: ho uno stomaco forte. Questo è necessario per spiegare come, nonostante io legga quotidianamente Il fatto, il mio fisico goda ancora di ottima salute.

Chi frequenta questa testata giornalistica (ed è dotato di un cervello che funziona onestamente) sa che non deve prendere troppo seriamente le notizie lì stampigliate. Così, quando ho letto  «Ravenna, Forza nuova choc: attiva un “numero nero” contro gli immigrati», non ho potuto far altro che sorridere, immaginando ciò che avrei trovato scritto sotto il titolo. Come in ogni commedia che si rispetti, a titolo drammatico corrisponde contenuto ridicolo.

Mi occupo di questioni letterarie e, a causa di un’acuta deformazione professionale, mi sono avvicinato  all’articolo de Il fatto da questo punto di vista. Prima considerazione: non posso considerare Enrico Bandini l’autore dell’articolo, nonostante il suo nome appaia sotto il drammaticissimo titolo. Il motivo è semplice: Bandini non ha espresso opinioni fabbricate dalle sua testa, ma ha semplicemente estratto una serie di immagini dal cilindro dell’antifascismo.

Primo coniglio estratto dal cilindro: «Vi sentite minacciati? A Ravenna è attivo un numero di telefono cellulare da chiamare per denunciare “discriminazioni, violenze, ingiustizie subite dal popolo italiano”. Numero verde, lo chiamano. A dire il vero è un “numero nero”. Nero come coloro che si richiamano al fascismo, e fascista è il fine visto che a istituirlo sono i militanti di Forza nuova».

Dopo tutto questo nero, non ho potuto non affacciarmi alla finestra per prendere una boccata di colori. Tornato al pc, mi sono poi chiesto se Bandini, per rassicurare i bambini che temono l’uomo nero, dica loro di star tranquilli perché, si sa, l’unico uomo nero di cui valga la pena aver paura è morto il 28 aprile 1945.

Dalla letteratura passiamo alla logica: secondo il giornalista de Il fatto, il numero è nero perché neri sono i militanti di Forza Nuova che si richiamano al fascismo e, ovviamente, il fine di tutto questo è fascista perché coloro che l’hanno istituito sono i militanti di Forza Nuova.

Applichiamo il ragionamento di Bandini ad un’altra iniziativa dei militanti di Forza Nuova: neri sono i militanti che donano il pane agli italiani, quindi il pane è nero, coloro che donano il pane sono fascisti, quindi donare il pane è fascista. Ovviamente, questo ragionamento è sbilenco perché si fonda sulla prima riflessione di Bandini che è ancora più sbilenca.

Secondo coniglio estratto dal cilindro: dopo aver citato una frase di Luca Castellini – coordinatore per il Nord Italia del movimento – Bandini scrive: «la destra dell’azione ama le maniere spicce e il confronto dialettico rappresenta per essa una perdita di tempo. Ma allora sorge il dubbio su quali pratiche possano operare in concreto i militanti di estrema destra per risolvere quella che a detta loro è una vera e propria emergenza sicurezza».

Tralasciando il fatto che, per scrivere una paginetta, il giornalista ha contattato tre responsabili di Forza Nuova – Castellini, Mariani e Raggi, che si sono quindi dimostrati disponibili a spiegare le vere finalità del progetto – ci chiediamo come si possa passare da una citazione ad un giudizio sulla prassi. La risposta è facile: nel mondo antifascista non si può lasciar spazio all’avversario e, proprio mentre il militante di Forza Nuova afferma cose che anche la casalinga di Voghera può condividere, è necessario tappargli la bocca e ripresentare l’immagine stereotipata del fascista picchiatore.

Terzo ed ultimo coniglio dal cilindro (il mio stomaco è forte, ma è meglio non abusare): Bandini si chiede se, per i militanti di Forza Nuova, un gay o un elettore di sinistra siano persone di serie B. Tralasciando la questione gay perché tanto, come quando si viene arrestati dalla polizia, ogni cosa che dirai sarà usata contro di te in tribunale, il giornalista de Il fatto si dimentica per esempio che, durante la Rivolta dei Forconi, i neri militanti di Forza Nuova hanno salutato con favore l’arrivo dei militanti di sinistra. La battaglia era di popolo, non di fazione.

Siamo arrivati alla conclusione dell’articolo di Bandini che, ovviamente, è costellato di nero e di neri ragazzi di Forza Nuova. Lo stomaco è forte, ma – dopo la lettura dell’articolo de Il fatto – chiediamo che venga istituito un numero verde che protegga il sistema digerente degli italiani da certa carta stampata. Nel frattempo, sono costretto ad aprire un boccetta di Maalox. Questa volta lo stomaco non ha retto.

Lubrificanti e condom assicurano un rapporto sessuale sicuro

Lubrificanti e condom assicurano un rapporto sessuale sicuro

In un rapporto sessuale la lubrificazione è fondamentale dal momento che evita che lo stesso rapporto sia un po’ doloroso per entrambi i compagni. La vagina tende a lubrificarsi da sola ma spesso codesto non basta e bisogna mettere il lubrificante.

La naturale lubrificazione della vagina potrebbe non bastare per diversi motivi, come ad esempio una mancanza durante i preliminari, la vagina irritata, tensione o menopausa.

Pure un utilizzo prolungato di assorbenti interni, oltre ai comuni problemi ormonali, potrebbe condurre a periodi temporanei di secchezza vaginale. In qualunque circostanza, tuttavia, è sempre preferibile utilizzare, durante i rapporti sessuali, un buon lubrificante intimo. In base alle vostre preferenze, potrete scegliere fra quelli a base acquosa, oleosa (come la vasellina) e a base di silicone. Vi raccomandiamo, però, di fare continuamente cautela al tipo di lubrificante usato, maggiormente se il rapporto sessuale sarà difeso da un preservativo. I profilattici, difatti, possono essere lesionati da alcuni lubrificanti a base oleosa, come la vasellina. È sconsigliato pure l’uso di prodotti naturali, come le creme per il trucco o il latte idratante.

Modi, codesti, utilizzati spesso dalle donne che hanno una riluttanza nell’acquistare i lubrificanti, ma che non assicurano gli stessi esiti. Contrariamente, i lubrificanti, come quelli acquosi, sono degli ottimi prodotti che non macchiano e molto spesso includono sostanze naturali ed ammorbidenti, ad esempio la Camomilla, la Malva e la Calendula. I lubrificanti cremosi, invece, pur possedendo una funzione analoga, garantiscono una maggior durata, perché tendono ad asciugarsi in un modo più lento.

Il loro utilizzo è piuttosto facile e piacevole. Potrete applicarlo in modo diretto sulla parte interessata (vagina o ano) e stenderlo con tanta cura e delicatezza. I lubrificanti, usati pure con i preservativi, ridurranno anche il pericolo di rottura del profilattico, non solo in casi di secchezza vaginale, ma anche nei i rapporti anali.

Visto sito online

L’origine dei Tarocchi.

I Tarocchi sono delle carte fatte di carta: un cartoncino che è abbastanza spesso e robusto perché devono sottostare a parecchie forze, prima di tutto quella del maneggiamento continuo, in cui le carte vengono toccate e mescolate, e raddrizzate e sparse sul tavolo.

Spesso i Tarocchi sono di carta plastificata, che li rende lucidi e scivolosi, sgusciano via dalle mani, si sovrappongono veloci uno sull’altro, si attaccano vicini vicini e sono in effetti meno controllabili.

Non chiedetemi l’origine dei Tarocchi, in qualunque sito di cartomanzia vi diranno che sono egiziani, o francesi, o americani. Vi diranno che hanno duemila anni, o tremila, o tredicimila se viene accreditata l’idea che ci fosse una civiltà ancora più antica spazzata via dalla precessione degli equinozi.

Mi piace la storia, conoscere il passato permette di leggere il presente e immaginare il futuro. Ma sull’origine dei Tarocchi non si sa molto e tutti i siti di cartomanzia ripetono sempre la stessa storia senza nemmeno citarne la fonte. A loro vi rimando se ne avete curiosità. Entrate in Google e digitate: -origine tarocchi- e avrete le risposte accademiche o pseudo tali (215mila risultati).

I Tarocchi sono vecchi come vecchia è la scrittura e il disegno.

Siccome sono vecchi, i Tarocchi sono spesso molto stanchi.

Sarebbe bene portar loro rispetto anche se sono delle carte.

L’obiettivo di questo sito

Quanto spesso sentiamo parlare di calcio? Quasi tutti amano questo sport, la passione che anima i tifosi è stupenda. Eppure quante volte sentiamo parlare di cose che col calcio giocato, centrano ben poco? Molte,troppe.. Scandali di scommesse, violenza sugli spalti, purtroppo le persone non saranno mai tutte normali.. ci sarà sempre qualche pazzo, qualche frustrato che non sa cosa fare nella vita di meglio che andare a fare del casino..

Però io qua vorrò parlare sempre e solo di calcio. Il calcio da un punto di vista sportivo.

Mi espongo subito, anche se probabilmente ancora nessuno leggerà questo sito per tanto tempo.. Tifo milan.

Alcuni articoli di questo blog probabilmente verteranno sulla mia squadra del cuore. Ma in piccola parte.

La mia idea è quella di parlare di calcio da un punto di vista tattico, tecnico, una sorta di punto di vista da allenatore. Analisi tecniche e tattiche di giocatori, di reparto e di partite intere.. di moduli di gioco, i loro pro e contro, stili di gioco..

E anche esercitazioni, per chi ama allenare, bimbi o adulti che sia. Insomma, un posto in cui si parlarà di calcio vero, non di contorni imbarazzanti.

Vi do appuntamento al mio primo articolo, e spero che un giorno questo blog possa essere punto di ritrovo non solo per tifosi rossoneri ma anche per tifosi di tutte le altre squadre, che possano anche loro trovarmi obiettivo e “degno” di essere letto anche se abbiamo una fede calcistica diversa. Sarebbe bello..

Una piccola anticipazione:

Il primo articolo non potrà che essere quello in cui vi spiegherò la mia idea di calcio.