Zafferano e Alzheimer

Il Morbo di Alzheimer, un grave problema di salute pubblica, è debilitante per i pazienti e colpisce profondamente le vite dei loro cari. Sono stati quindi studiati sforzi considerevoli allo sviluppo di trattamenti nuovi ed efficaci.

Le strategie per trattare l’Alzheimer comprendono una varietà di azioni dirette a più obiettivi. I farmaci approvati per l’AD disponibili sono spesso insoddisfacenti, e potrebbe esserci un posto per altri trattamenti, in particolare con la fitoterapia. La medicina erboristica è ancora il cardine della terapia per circa il 75-80% della popolazione mondiale, principalmente nei paesi in via di sviluppo, dove questi rimedi hanno una migliore accettabilità culturale, e spesso una assenza di effetti collaterali. Però, durante l’ultimo decennio c’è stato un importante aumento del loro utilizzo anche nel Primo Mondo.

Diversi studi ormai indicano che l’estratto di zafferano è utile per il trattamento di pazienti con Alzheimer da lieve a moderato.

I risultati hanno dimostrato che l’estratto di zafferano somministrato per via orale ha migliorato la memoria. Basse dosi di zafferano antagonizzano l’estinzione della memoria nel test di riconoscimento degli oggetti e riducono il deficit indotto da scopolamina. Nell’Alzheimer la depressione è stata associata con più rapido declino cognitivo, con un aumento del costo dell’assistenza ai pazienti, maggiori effetti collaterali negativi più frequenti e esigenze di personale istituzionale più ampie. È interessante notare che diversi studi di base e recenti pubblicazioni studi clinici condotti hanno dimostrato che lo zafferano ha anche proprietà antidepressive.

In comparazione con i medicinali come il Donepezil (che è un inibitore dell’anticolinestarasi), lo zafferano ha dimostrato pari efficacia senza però causare gli effetti avversi del farmaco.

Sebbene in molti casi la terapia farmacologica classica sia utile, quando non necessaria, per trattare patologie importanti, una sostituzione erboristica o fitoterapica quando possibile, da affiancare o sostituire al medicinale, dovrebbe essere sempre presa in considerazione.

 

Per approfondire:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19838862

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20831681

I Commenti sono chiusi